Desiderio
di nonna
Sono
una lettrice appassionata, diventata nonna circa quattro mesi fa.
Riandando a ritroso nel tempo, i miei ricordi più vivi e gioiosi
sono le letture, la più lontana delle quali a riaffiorare è
un libretto di stoffa con animali buffi e parlanti.
Mi sono chiesta infinite volte chi o che cosa mi abbia indotta ad apprezzare,
fin dai miei primi anni, questo piacere di leggere. Tuttora mi rallegra
l'esistenza e vorrei tanto che la mia nipotina potesse assorbirlo con
la semplicità e la freschezza con cui è stato trasmesso
a me.
Ma come trovare la strada?
Anna
Guerzoni, Milano
Forse l'imprinting
alla lettura viene da lontano. Da quel rapporto così intimo che
lega madre e figlio in un "racconto" continuo nelle prime
giornate della vita e prosegue nel suo filo quotidiano di parole d'amore,
di rassicurazione, di rimprovero anche. Parole di "pappa",
parole di "sonno", parole di "gioco", parole di
"pianto". Parole lungo tutta la giornata, parole per tante
giornate, in quel rapporto ancora simbiotico. Parole che il bambino
comincerà a ripetere nel tentativo di parlare, di cominciare
da solo, di appropriarsi delle parole della mamma. Prendere da lei latte
e parole. La mamma parla al suo bambino del suo bambino e, quando inventa
storie, lo mette spesso al centro delle storie. Le storie si ripetono,
di giorno in giorno. Al bambino piace risentirle. E le parole dette,
le storie dette, un bel giorno diventano parole scritte, storie scritte.
Diventano libro. Libro da leggere. La mamma comincia a leggere con il
suo bambino. Suppongo, e spero possa andare così, almeno
in molti casi.
E' uscito di recente, da Salani, un libro affascinante, che può
dare forza a questo convincimento. S'intitola La grammatica è
una canzone dolce, lo scrive Erik Orsenna, intellettuale poliedrico,
accademico di Francia, ed è un inno straordinario al valore e
alla civiltà della parola e della lingua; lei, signora, che è
"una appassionata lettrice" lo saprà apprezzare.
Per la sua nipotina, visto che vuole avere parte in una sua precocissima
iniziazione alla lettura, tutte le volte che è in sua compagnia
(e immagino tante) parli con lei, affabuli senza scrupolo, legga o reciti,
se le sa a memoria, delle filastrocche, canti canzoni e nenie. E passi
anche in libreria. Lì, le capiterà di ritrovare libri
di stoffa "con animali buffi e parlanti". Ho qui sott'occhio
qualche esemplare. In Sorprese al parco, rintraccerà ricordi
d'infanzia: è infatti un librino di stoffa, imbottito, con immagini
semplici, colorate (il pallone, l'ochetta, una piccola barca, un albero
con le mele rosse, un passeggino, un cane), fa parte di una serie (Morbidoni
Mondadori, libri sicuri e non tossici) ideata e realizzata da Lucy Cousins,
un'autrice inglese di libri per i più piccoli, "mamma"
della Pina; se non conosce Pina, gliela raccomando, perché l'adocchi
in tempo, piacerà a lei e di sicuro farà innamorare fra
non molto la sua nipotina. Se procede convinta nella sua partita di
promozione precoce della lettura, negli scaffali del negozio, o in biblioteca
(nelle più avanzate ci sono proprio reparti baby), troverà
facilmente anche libri che resistono all'acqua, si possono mordere e
succhiare non fanno venire il mal di pancia e durano a lungo; o altri
che custodiscono, incastrate, sagome di oggetti, i più comuni,
che si staccano dalle loro pagine e lì si ricollocano successivamente,
o altri ancora, che danno rilievo, in senso proprio e materiale, a un
pallone, un tamburo, una macchinina, una bambola, tanto da poter essere
ridisegnati dal dito che ne percorre i contorni, succede così
in Giochi, nella collana "I Morbidini" di Fabbri. Come vede,
un primo approccio alla lettura attraverso i sensi: ascoltare, guardare,
toccare, leccare. E poi incrociare le dita. La vita, il carattere, la
famiglia, la scuola, gli incontri faranno il resto.