Fiabe

NEL BUIO DELLA PAURA, NEL BIANCO DELLA FELICITA’

Buio di pennello, bianco insidioso come un lampo. Piccole sagome, ombre cinesi in cammino. La prospettiva le vuole lontane. Padre curvo (regge il peso della sua indecisione e del dolore che sente imminente?), bambini riottosi, per mano, legati come in catena.
Sono Hänsel e Gretel e il papà taglialegna; la matrigna è cassata (non vale!).
Personaggi di una fiaba immortale dei Grimm si assoggettano ancora una volta alla rappresentazione della fosca vicenda che vuole Crono divoratore dei figli. Figli che si sottraggono alle brame insane dei padri, diventando astuti, proprio come piccoli Ulisse.
Nella versione illustrata di Lorenzo Mattotti, vanno i bambini, seguendo di passo obbediente il copione che la fiaba prescrive.                  
Vanno nel bosco, sconfinando in incubi che funestano il loro futuro. Sono incubi spaventosi, cui soggiacciono non solo Hänsel e Gretel ma tutti i bambini del mondo che hanno paura. 
Antri, cui le lame di luce di un bianco accecante conferiscono aura sinistra, vortici, in cui appaiono i simboli della cattiva paternità asservita al dominio di una donna prevaricatrice. Miraggi, bloccati in un bianco e nero che non evoca più la voluttà della cioccolata alla panna ma la luttuosa promessa di una sepoltura. Cattedrali, che del gotico assemblano i più foschi significati. Stazioni d’antan, annerite dal fumo della locomotiva che mai più passerà. Ritorni alle pagine della fiaba che esalta l’astuzia infantile e si fa beffe della cecità dell’adulto, gabbato definitivamente. Splendida la libertà, in cui c’è posto per uno alla volta: Gretel scivola via nella magnifica tavola che le prospetta un radioso orizzonte, facendo intendere che la meraviglia si replicherà per il fratellino. Entrambi, nella gloria di una conclusione felice, si offrono allo sguardo del lettore nel tripudio del bianco che sottrae finalmente altro spazio alla pece del  nero, per rappresentare la luminosità della gioia della ritrovata felicità della casa e degli affetti perduti.
Le chine di Lorenzo Mattotti ridisegnano la fiaba antica, proposta in versione originale nell’edizione di Orecchio Acerbo, sottraendola ai significati più convenzionali. Alternandosi al testo, ne diventano voce che amplifica le dominanti della paura infantile del buio, del terrore dell’abbandono, dell’ansia dell’ignoto. Sostituendosi al testo, evitano gli aspetti più rituali e fiabeschi della fortuna che muta, dirottando gli accenti sulla spinta al futuro dell’infanzia, nello slancio finale che proietta i corpi di Hänsel e Gretel all’abbraccio paterno.
Le tavole originali di Hänsel e Gretel di Lorenzo Mattotti, uno fra i più riconosciuti talenti italiani dell’illustrazione, già esposte a New York al Metropolitan Opera House’s Gallery Met, alla Galerie Martel di Parigi, sono in mostra alla galleria Tricromia di Roma fino al 24 luglio 2010.
Lorenzo Mattotti, Hänsel e Gretel di Jacob e Wilhelm Grimm, Orecchio Acerbo 2009, p.52, € 20,00

(di Rosella Picech, da Libri in rassegna, Sfoglialibro, Luglio 2010)

 

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ALICE NEL PAESE DEI BAMBINI
ideazione, titoli e testi di Rosella Picech
realizzazione grafica di Lena Chiodaroli

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