racconti e romanzi
   
 

Paola Dalmasso, La banda del mondo di sotto, EDT (“Giralangolo”), 2011, 174 p. € 12,00

A Bucarest c’è una città sotterranea, un mondo di sotto, per nulla apparentato con i “mondi fantastici” della narrativa di gran moda. Acquartierati nei canali della rete fognaria, in una rigida spartizione del territorio che non può essere violata, pena terribile rappresaglia, vivono i “boskettari”. Così li chiama la gente del mondo di sopra, storcendo il naso in una incanaglita disapprovazione. Sono bambini, ragazzi, alcuni già uomini e donne, cresciuti nel degrado, nella miseria, nella fame, in compagnia di topi e pidocchi, ragni e tanti altri fastidiosi infestanti.
Sono orfani, senza famiglia, senza protezione, allo sbando. Sono fuggiti dalle istituzioni in cui erano rinchiusi, liberi dall’oppressione del regime, alla caduta di Ceausescu, ma senza alcuna libertà. Se non quella di elemosinare, rubare, vivere di espedienti odiosi, come procurare cani per combattimenti feroci e scommesse clandestine. E, a questo punto, ormai irreggimentati, sfruttati da delinquenti senza scrupoli, precipitati nella droga, storditi, in attesa che si cavi loro il sangue.
Dracula è tornato in quelle lande da un celebre passato letterario e, con rinnovato ardore, si rifornisce di quel bene prezioso, che una volta gli garantiva l’immortalità, e oggi lo farà ricco, nella pratica di commerci abominevoli che rubano la vita ai bambini.
A contrastare Dracula e l’odiosa compagnia di giro che gli fa ala, a offrire una possibilità di riscatto ai bambini di strada, a Bucarest è arrivato un angelo. Ha le sembianze di un clown, si chiama Miloud Oukili, ed è partito dalla Francia, richiamato dalla notizia di Bucarest, che ha fatto il giro del mondo. Pensa, Miloud, che offrendo cibo, letto, protezione ma soprattutto orientando i bambini ad apprendere i segreti della clownerie, della giocoleria, per poi esercitarli, potrà strapparli a un destino maligno.
Nello slancio della missione che s’è dato, dalla realtà Miloud è finito nel romanzo La banda del mondo di sotto di Paola Dalmasso, giornalista e scrittrice. Da persona vera, Miloud diventa personaggio, interpretando se stesso, prestandosi a una esibizione nuova, estranea al suo repertorio di artista di strada. Nel romanzo, complessivamente, la finzione deve molto alla realtà. Diventa documento. Racconta di una città, di un’epoca, della confusione nata dalla caduta di una dittatura, che ha depredato, corrotto, svilito, prostrato un’intera nazione. Al contempo, conserva le sue caratteristiche di invenzione di una storia di genere giallo, che intriga i giovani lettori, portandoli a conoscere mondi diversi dal loro comodo mondo.
Al centro dell’attenzione della scrittrice, nell’ampio resoconto da reporter, trovano spazio, accanto a Miloud, approdo sicuro cui mirano i boskettari di Bucarest, anche i piccoli protagonisti della storia raccontata, che condividono con i coetanei della realtà la stessa affezione e riconoscenza nei confronti dell’opera che il clown, con la sua organizzazione Parada, compie per loro.
Si chiama Ion, il ragazzino perno della vicenda, ha un cane, randagio come lui, a cui riserva tutto il suo affetto. Non sappiamo bene il perché, non ci viene detto, ma in un mondo di carogne, Ion è l’eccezione. Ion non ha più famiglia, ricordi di tempi difficili ma dolci in una casa che non c’è più lo sorreggono nella miseria in cui è precipitato (sarà questo a fare quella differenza?). Accanto a Ion e al suo cane, coopera un bambino più piccolo. Smarrito, preoccupato come Ion, Moimir è fuggito dall’orfanotrofio e dalle grinfie di una vera strega, degna compagna di quel Dracula avido di sangue, tornato a ferire e uccidere. Dirimpetto al canale in cui si seppellisce Ion con una composita compagnia – ragazzine mamme e bambini che si drogano, rigidamente assoggettata al volere di un discutibile capo, sta di vedetta sul balcone della sua casa, confinato in una sedia a rotelle, un distinto signore dal comportamento bizzarro e indecifrabile. Se fossimo in una fiaba, lo definiremmo un “aiutante magico”. Perché tale si dimostrerà nei confronti di Ion e del compito che il ragazzo s’è dato: svelare gli artefici dei delitti che si susseguono, e altri che se ne progettano, a danno dei bambini di strada..
Nell’intrico dei canali della Bucarest sotterranea dei boskettari, si identificano tre snodi importanti che collegano fra loro, attraverso gallerie e cunicoli, i luoghi decisivi della storia: l’orfanotrofio, l’ospedale, il Palazzo di Ceausescu. La corsa a salvare Miloud –e quindi a fermare gli autori dei delitti compiuti per assecondare la sete di sangue dell’inquietante replicante di Dracula- si compie in questo intrico di strade maleodoranti, che racchiudono gli oscuri segreti del regime caduto e aprono le porte alla libertà e alla speranza. Radunando, in una conclusione ottimistica, i buoni e i cattivi del romanzo, con grande soddisfazione dei ragazzini lettori, che godranno dello smascheramento del nuovo tiranno e del trionfo della giustizia finalmente compiuta.

(dalla recensione di Rosella Picech, Sfoglialibro, settembre 2011)
 

 

 

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ALICE NEL PAESE DEI BAMBINI
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