Il suo
curriculum è impostato come una storia di formazione. Miguel
Tanco è giovane (Spagna, 1972), di quella giovinezza d’oggi
che protrae i tempi, indugia dove ancora si impara, si studia,
ci si forma. Anche attraverso i viaggi e le avventure.
Di sé, nel suo curriculum, Miguel Tanco parla in terza persona,
e con molte coloriture, come se stesse per dare il via a una
storia avventurosa da scrivere e raccontare agli altri.
Ci siamo insinuati in questa sua storia, per intervistarlo, per
chiedergli ragione di alcuni passaggi, di alcune attribuzioni e
di molte espressioni.
“Miguel Tanco è nato in Spagna nel 1972. La sua vita come
illustratore per bambini comincia sei anni fa, quando lascia
l'assolata città di Siviglia e attraversa l'Oceano Atlantico per
raggiungere la Grande Mela. Là vive una vita da "supereroe",
lavorando in ufficio di giorno e trasformandosi di notte, con la
sciarpa, il cappello e il cappotto perché a gennaio a New York
fa molto freddo. Nella School Of Visual Arts conosce altri
supereroi, giovani e vecchi. Proprio questi ultimi gli
raccontano le loro battaglie e gli insegnano a lanciarsi ancor
prima d'aver imparato a volare nel mondo dell'illustrazione per
bambini….”
-
Alt, fermiamolo
un attimo.
“Perché un “supereroe”, Miguel? Perché tanti “supereroi” in
questa tua storia? Hai letto molti fumetti? Ti piacciono? Se sì,
che cosa rintracci della loro influenza nel tuo modo di
illustrare? Se, no, se ricorrere a questa figura è un modo di
alludere ad altro, mi dici cos’altro “nascondi”?
“I fumetti mi piacciono, mi sono sempre piaciuti,
soprattutto quelli raccontati con un certo umorismo. Sono
cresciuto con Asterix, Tintin e Mafalda ma non con i supereroi
americani che mi sembrano tutti uguali e non molto originali.
Mi piaceva molto l'idea del supereroe per definire tutte quelle
persone che hanno una passione artistica e vivono una doppia
vita, tipo Kafka, che lavorava in un ufficio e di notte sfogava
la sua creatività clandestinamente. Io l'ho fatto per anni: a
New York lavoravo in ufficio e di notte andavo a scuola e
disegnavo; via via la mia passione è diventata il mio lavoro.
Nonostante i problemi mi sento realizzato e felice facendo
l'illustratore.
L' influenza del fumetto sul mio lavoro non la saprei definire
esattamente, cerco di farmi influenzare da tutto ciò che ha un
valore artistico per me, fumetto, cinema , scultura , pittura,
architettura ...”
Miguel dopo
aver azzardato un inusitato paragone con Kafka, continua il suo
racconto, sostenendo sempre il ruolo del supereroe e della terza
persona:
“Dopo tre anni torna nella vecchia Europa chiedendo un asilo
sentimentale all'Italia, e a Bologna, tra piatti di mortadella e
le note di "New York state of mind", ha la fortuna di conoscere
Octavia Monaco, una grande iIIustratrice di talento e
d'esperienza. Con lei segue un corso molto speciale, a seguito
del quale comincia a prendere sul serio l'idea di diventare
iIIustratore per bambini a tempo pieno”.
-
Dunque conosci
Octavia Monaco, “iIIustratrice di talento e d'esperienza”. Qual
è il corso
“molto speciale” ti cui parli e che determina la tua decisione
di dedicarti professionalmente all’illustrazione di libri per
bambini?
“Octavia mi ha spinto e mi ha aiutato a trovare il mio
"segno", cioè un modo unico e personale di illustrare, senza
cercare di imitare altri o di raggiungere uno stile o una
tendenza di moda. Se uno imita e non "cerca" alla fine quello
che fa diventa un lavoro volgare.
Octavia
Monaco è arrivata al momento giusto.
È stato un corso speciale il suo, perché mi sono trovato bene
con lei e con le altre persone che frequentavano il corso.
Io, all'epoca, avevo in mente di diventare illustratore più
avanti, lavoravo part-time in un studio come grafico e dedicavo
l'altra metà del tempo a disegnare. Ma la passione per
l'illustrazione era diventata così grande che quando sono andato
alla Fiera di Bologna e Ginevra Viscardi di Edizioni Arka ha
deciso di pubblicarmi mi sono sentito investito del titolo di
illustratore al 100%!”
Miguel procede,
guidato da se stesso come "supereroe”, per spostarsi di luogo,
di tempo, di formazione :
“Successivamente segue la stella del maestro Stephan Zavrel e
frequenta alcuni corsi di tecnica mista con Linda Wolfsgruber a
Sarmede (TV). In questo paesino, oltre a lavorare, si diverte
molto. Una notte partecipa alla festa del maiale in casa di
Stephan Zavrel, hem... ma questa é un'altra storia”.
-
Che cosa
aggiunge o cosa integra l’esperienza di Sarmede, che cosa ti
resta di quell’insegnamento? Si riversa nel tuo lavoro? Come?
“L'esperienza di Sarmede è sempre bella; si lavora
molto ma l'ambiente è molto rilassato, la posso raccomandare a
tutti quelli che vogliono un riscontro e una spinta per il
proprio lavoro. Ho fatto due anni con Linda Wolfsgruber e mi
piacerebbe andare a fare altri seminari per continuare a
imparare e a confrontarmi con i lavori degli altri”.
E ancora, conclude Miguel, conducendo nel porto attuale il suo
alter ego immaginato come “supereroe”:
“Attualmente ha trasferito a Milano la sua vita da
supereroe. Il suo primo libro Sulla strada per Siviglia
è stato pubblicato in Italia da Arka edizioni (settembre 2004) e
prossimamente sarà pubblicato anche in Corea. Per il
futuro Miguel realizzerà una nuova avventura, per Arka Edizioni,
e parteciperà a varie mostre in diverse città della Lombardia.
Come tutti i supereroi ama molto viaggiare, leggere, andare al
cinema e, naturalmente, tutto quello che appartiene al mondo
dell'illustrazione e dell'arte”.
Aggiungiamo
noi. Miguel Tanco, che ha iniziato da poco la sua
avventura professionale, oltre ai due libri pubblicati con l’Arka
ha già all’attivo molte mostre nelle biblioteche, integrate da
attività di laboratorio con i bambini, con i quali, ci dicono, è
capace di stabilire un particolare e felice rapporto di
coinvolgimento emotivo, di trasmissione di abilità, di
insegnamento. Quindi hanno funzionato, New York, Bologna e anche
Sarmede.
E magari, a
questo punto, Miguel non si vede neanche più fanciullescamente
come un supereroe.
La domanda di
prammatica, rivolta in questa pagina a ogni illustratore, su
quale sia il libro che ha illustrato più volentieri, viene per
Miguel da sé, Sulla strada per Siviglia, il primo
libro che ha pubblicato e attraverso il quale lo conosciamo. Il
secondo libro, 100 amici per una sola mucca,
sempre per le Edizioni Arka, sarà disponibile a Bologna.
Sulla
strada per Siviglia. E’ la prova prima di un giovane che
è appena uscito di bottega e ha ancora freschi, lì pronti a
orientarlo, gli insegnamenti dei suoi maestri.
Il testo di una
storia scherzosa, che chiama in causa il lupo, scritto da Pierre
Lancelin, ricorre a una trovata paradossale che investe di senso
diverso l’aspettativa del lettore.
Il lupo che si traveste da agnello, in questo caso prende le
sembianze del cane. Quale amico più fidato dell’uomo, il cane
(che è lupo) si fa trovare ”sulla strada per Siviglia” da “un
giovane musicante con un bell’abito rosso”, che sta andando alla
festa della musica di quella città.
Sulle prime, la
storia propende per un parallelismo con la fiaba di Cappuccetto
Rosso, con le intenzioni del lupo in bella evidenza. Poi,
inaspettatamente, su un’aia dove starnazzano anatre ben pasciute
e appetitose, al grido fatidico di al lupo al lupo!, lanciato da
contadini spaventati, s’affianca anche un inorridito “al
diavolo, al diavolo!” (si sa, la paura fa riconoscere il lupo,
ma scambiare per diavolo anche un povero diavolo solo perché è
vestito di rosso). E, allora, in quel parapiglia, nella
confusione dell’attimo, non si capisce più se sia il musicante
ad avere più paura del lupo (adesso che sa che il cane cui
s’accompagnava è un lupo) o il lupo ad avere più paura del
diavolo (adesso che il lupo scambia per diavolo quel povero
diavolo vestito di rosso).
La storia
illustrata, impostata da Tanco con tecnica mista, prevede un uso
del collage che s’appropria di materiali reperibili in natura o
comunque affini: foglie ben innervate cadute dagli alberi. Su
quel tappeto s’ incollano gli attori della storia, protagonisti,
comprimari, comparse. Se il giovane che attraversa il bosco al
suono del suo piffero, protende il collo elegante verso
orizzonti che guardano agli slanci di Octavia Monaco, altri
indizi riconducono i passi del lupo fino al limitare di Sarmede,
e altri ancora (si veda la bella illustrazione a doppia pagina
di uomini animali e bimbi alla fattoria) alla soglia della
scuderia dell’Arka. Comunque un piglio personale li guida e li
governa tutti, tanto da far pensare a sviluppi futuri in cui una
cifra più incisiva meglio faccia riconoscere l’autore.